Spettacolo notturno, itinerante… magico…
con musica dal vivo e la partecipazione di 25 attori.
In una calda notte di mezza estate si incrociano,
in un bosco, al chiaro di luna, i destini di uomini e fate.
Si avvicina il giorno in cui Teseo, duca di Atene, celebrerà le sue nozze con Ippolita, regina delle Amazzoni. Lo stesso giorno, Egeo, il padre di Ermia, nobile e ricca fanciulla, le impone di sposare Demetrio, da lei non gradito. Ermia fugge nel bosco per incontrare Lisandro, il suo vero amore. Nello stesso bosco fuggono, nella notte, anche Elena, innamorata di Demetrio e Demetrio stesso.
Il destino vuole che si diano appuntamento, in quel bosco, una compagnia di artigiani, improvvisati attori, per provare la tragedia di Piramo e Tisbe, spettacolo che verrà recitato in onore delle nozze del Duca. Il bosco è il regno di Oberon e Titania, Re e Regina delle Fate, che hanno litigato a causa di un giovinetto. Dietro ordine di Oberon, il folletto Puck dovrà versare sugli occhi di Demetrio il succo di un fiore che ha la capacità di far innamorare la prima persona che si vede al risveglio.
Puck, per errore, crea una serie di equivoci: versa il succo sugli occhi sia di Lisandro che di Demetrio, che si innamorano entrambi di Elena. Mentre i due giovani, sfidandosi a duello, si rincorrono nel bosco, le due giovinette, prima amiche, litigano fra loro. Inoltre, Oberon, versa il succo sugli occhi di Titania che al risveglio si innamora di un uomo con la testa d'asino, in realtà uno degli artigiani, bersaglio di un terribile scherzo dello stesso Puck, che gli ha tramutato la testa in una cavezza d'asino. Nella confusione più totale interviene Oberon, che impone a Puck di sciogliere ogni incantesimo. Alla fine tutto si risolve per il meglio. Teseo sposa Ippolita, Ermia il suo Lisandro ed Elena il suo Demetrio. La compagnia di artigiani recita la tragedia, trasformata in una farsa in virtù della loro scarsa abilità teatrale. Oberon e Titania si riconciliano e sul bosco torna la pace.
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Personaggi |
Interpreti |
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Teseo |
Marco Caspani |
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Ippolita |
Sara Rossito |
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Filostrato |
Carlo Mesiano |
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Egeo |
Fabio Sarti |
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Ermia |
Manuela Mesiano |
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Demetrio |
Alberto Sarti |
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Lisandro |
David Merlino |
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Elena |
Beatrice Cesana |
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Il Tacchia, legnaiolo |
Paola Peduzzi |
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Il Chiappa, tessitore |
Francesco Clemente |
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Cecco Sospiro, aggiustamantici |
Sara Colciago |
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Mortimpiè, sarto |
Martina Peduzzi |
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Lo Stagna, calderaio |
Fabrizio Stara |
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Il Morsa, stipettaio |
Armando Ferrari |
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Puck |
Denis Benati |
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Fata |
Emilia Emia |
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Oberon |
Andrea Dòdono |
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Titania |
Chiara Buzzi |
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Fiordipisello |
Erika Valeri |
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Ragnatelo |
Arianna Procopio |
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Bruscolino |
Silvia Nespoli |
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Senapino |
Viviana Panzeri |
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Nocciolino |
Chiara Daloiso |
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e inoltre |
altri spiriti al seguito di Oberon e Titania; |
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gente al seguito di Teseo e di Ippolita |
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realizzazione costumi |
Confalonieri & Viganò |
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luci e suoni: |
Roberto Radice e Massimo Allevi |
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Regia |
Fabio Sarti |
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per informazioni e contatti |
fsarti@infinito.it |
Note di regia
Un fitto bosco di equivoci e malintesi, un re e una regina litigiosi, folletti dispettosi e creature magiche sono gli ingredienti ideali per una commedia divertente ma anche ricca di poesia e delicatezza, apparentemente elegante e cortese, impregnata di spunti noir e talvolta inquietanti. Il notturno, le visioni, il sovrapporsi di atmosfere che precedono il sonno e la veglia, l’inquietudine, sono caratteristiche che attraversano l’opera e lo spettacolo e che permettono di fare un vero salto nel fantastico da un lato, un’incursione nelle ambigue immagini della mente umana dall’altro. In questo turbine di parallelismi e proiezioni si sviluppano le vicende del Sogno imbastito su tre piani, tre regni differenti ognuno dei quali è regolato da linguaggi e dinamiche specifiche. Il mondo delle fate è un mondo parallelo, mentre Oberon e Titania sono proiezioni oniriche del duca d’Atene e della di lui futura sposa. Gli eterei sovrani però, sono più vivi degli uomini. La legge che li governa è la natura intesa come passione, sensualità e debolezza. Non sono astratti ed inconsistenti, ma masticano piuttosto passioni e pensieri senza dubbio umani. Al contrario la razionalità e la legge dominano il mondo degli uomini. Quello degli artigiani rappresenta invece il mondo dell’arte che avvicina e mette in comunicazione gli altri due e si fa portatore di un legame indissolubile tra la vita reale e quella ideale. Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra apollineo e dionisiaco, tra il bello e il bestiale che vive in ognuno di noi e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell’uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere. E il ruolo del teatro? Come Il Chiappa e i suoi compagni, il teatro trasfigura ed esplicita, talvolta goffamente, talvolta poeticamente, quello che sono i segreti del cuore e dei sentimenti umani. L’allestimento itinerante, studiato per i luoghi aperti, intende immergere lo spettatore in un’atmosfera misteriosa, notturna, vagamente cupa, senza tuttavia togliere spazio al divertimento e alla magia che lo spettacolo trasmette, in virtù di una potente scrittura e di un linguaggio poetico, sempre suggestivo ed efficace.